Come configurare i Pixel di Tracciamento – Caso MailUp


Categoria: Privacy

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In breve

Le Linee guida del Garante descrivono quattro tipologie di messaggi (par. 3). Il Garante non prescrive come organizzare le liste: la scelta di creare in MailUp quattro liste, una per tipologia, è la proposta organizzativa di questo articolo. Lo scopo è applicare a ogni tipo di comunicazione le regole corrette su base giuridica, tracciamento e link.

Appartenere a una lista non determina, da solo, l'esenzione dal consenso al tracciamento. L'esenzione dipende dalla finalità concreta del singolo flusso di invio. Per questo, nelle liste Transazionali e Servizio il tracciamento è spento. Lo si attiva solo per i flussi approvati, su liste dedicate della stessa tipologia (paragrafi 6 e 7).

Il Titolare del trattamento è l'organizzazione che invia la comunicazione (il mittente). La tabella riassuntiva è qui sotto.

Regole fondamentali

  • Ogni messaggio va inviato solo dalla lista della sua tipologia. Le liste non vanno mescolate.
  • Un contenuto obbligatorio non va mai spostato nella DEM perché contiene anche una promozione: la parte dovuta va inviata dalla lista Servizio a tutti i destinatari, la parte promozionale dalla lista DEM solo ai destinatari per i quali ricorre una base valida, secondo il paragrafo 5.1.
  • L'informativa sul tracciamento va resa prima di avviarlo. Il link nel footer è un punto di accesso, non la prova che l'informativa sia stata resa.
  • L'apertura registrata dal pixel non è una prova certa di lettura (immagini bloccate, protezioni privacy dei client di posta che aprono i messaggi in automatico).

1.1 Le quattro liste in sintesi

Lista Cosa si invia Base giuridica dell'invio Tracciamento individuale (pixel) Consenso al pixel richiesto Link nel footer
1. Newsletter Aggiornamenti, contenuti informativi, comunicazioni aziendali, materiali editoriali, senza contenuti promozionali Consenso dell'interessato espresso con l'iscrizione alla newsletter (art. 6, par. 1, lett. a) GDPR) Attivo solo per gli iscritti che vi hanno acconsentito e non hanno revocato; altrimenti spento Sì, per il tracciamento individuale. No, per la sola statistica aggregata anonima (par. 2.1) Informativa; Disiscriviti; Revoca tracciamento se il tracciamento è attivo
2. DEM Comunicazioni promozionali e commerciali Consenso (art. 6, par. 1, lett. a) GDPR; art. 130, commi 1 e 2, Codice privacy). In alternativa, soft spam (art. 130, comma 4, Codice), solo se: l'indirizzo è stato fornito dal cliente nel contesto della vendita di un prodotto o servizio; si promuovono prodotti o servizi propri e analoghi; il cliente è stato informato e può opporsi in modo agevole e gratuito, all'inizio e in ogni comunicazione (par. 5.1) Attivo solo per chi ha prestato un consenso che copre il tracciamento e non l'ha revocato Sì, per il tracciamento individuale: può essere compreso nel consenso marketing, non è coperto dal soft spam. No, per la sola statistica aggregata anonima (par. 2.1) Informativa; Disiscriviti; Revoca tracciamento
3. Transazionali e automatici Messaggi legati a un evento, a un'azione del cliente o a un'operazione: conferme di registrazione, attivazione di servizi, notifiche di operazioni, credenziali temporanee, cambio password Esecuzione del contratto o di misure precontrattuali richieste dal cliente (art. 6, par. 1, lett. b) GDPR). Per le risposte alle richieste privacy: obbligo legale (art. 6, par. 1, lett. c) GDPR) Spento. Attivabile solo per flussi di sicurezza e autenticazione approvati (Allegato C), su lista dedicata No, per i messaggi legati alla sicurezza: il pixel serve a verificare che il messaggio sia aperto dal destinatario (par. 5) Informativa; disiscrizione da verificare (par. 3.3)
4. Servizio Comunicazioni che il mittente è tenuto a inviare: modifiche contrattuali, comunicazioni periodiche, avvisi su frodi e phishing, incidenti di sicurezza, informative, scadenze Obbligo legale (art. 6, par. 1, lett. c) GDPR), ad esempio la normativa di settore applicabile; esecuzione del contratto (art. 6, par. 1, lett. b) GDPR) Spento. Attivabile solo per flussi approvati (Allegato C) in cui rileva la presa di conoscenza, su lista dedicata No, per i messaggi obbligatori: il pixel serve a riscontrare l'effettiva presa di conoscenza del destinatario (par. 5) Informativa; disiscrizione da verificare (par. 3.3)

Nota. La base giuridica dell'invio riguarda la comunicazione. Il pixel è un trattamento distinto, regolato dall'art. 122 del Codice privacy: anche quando l'invio è lecito, il tracciamento richiede il consenso, salvo che ricorra una delle deroghe del par. 5 delle Linee guida.

Cosa dice il Garante

Riferimento: Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento n. 284 del 17 aprile 2026 – Linee guida in materia di utilizzo di tracking pixel nelle comunicazioni di posta elettronica (G.U. n. 98 del 29 aprile 2026, doc. web n. 10241943). Termine di adeguamento: 29 ottobre 2026.

Il pixel di tracciamento è un'immagine invisibile, ospitata su un server remoto, che si scarica quando il destinatario apre il messaggio. In questo modo il mittente sa se e quando l'email è stata aperta e può raccogliere dati tecnici come indirizzo IP, dispositivo e client di posta.

2.1 Tipologie di messaggi e consenso al tracciamento

La prima colonna riporta la descrizione delle tipologie di messaggi data dal Garante al paragrafo 3. La seconda indica se serve il consenso al pixel in base al paragrafo 5 – Presupposti giuridici del trattamento e, per i casi che richiedono il consenso, al paragrafo 6.

Tipologia di messaggio (par. 3) Serve il consenso al pixel? (par. 5)
Newsletter
«comunicazioni periodiche generalmente inviate a destinatari iscritti in una lista di contatti e finalizzate alla diffusione di aggiornamenti, contenuti informativi, comunicazioni aziendali o materiali editoriali»
Dipende da come si usa il pixel
  • No se il pixel serve solo a un «conteggio di tipo statistico che misuri la percentuale globale di apertura dei messaggi», con tecniche di anonimizzazione «in modo da non consentire misurazioni personalizzate». A tal fine il Garante suggerisce «pixel univoci, cioè non differenziati per ciascun utente, ma uguali per tutti i destinatari di una stessa campagna» e l'anonimizzazione di IP, client ecc.
  • Sì se le aperture sono misurate per singolo destinatario (par. 6).
DEM (Direct E-mail Marketing)
«le comunicazioni di natura prevalentemente promozionale o commerciale, inviate a gruppi di destinatari selezionati dal cliente della piattaforma nell'ambito delle liste di contatti già nella sua disponibilità, ovvero dal provider che utilizzi liste proprie a beneficio di terzi committenti, con l'obiettivo di promuovere prodotti, servizi o iniziative commerciali»
Dipende da come si usa il pixel
  • No se il pixel serve solo a un «conteggio di tipo statistico che misuri la percentuale globale di apertura dei messaggi», con tecniche di anonimizzazione «in modo da non consentire misurazioni personalizzate». A tal fine il Garante suggerisce «pixel univoci, cioè non differenziati per ciascun utente, ma uguali per tutti i destinatari di una stessa campagna» e l'anonimizzazione di IP, client ecc.
  • Sì per il tracciamento individuale. Il par. 6 richiede il consenso «ogniqualvolta la misurazione individuale e l'analisi del tasso di apertura delle e-mail siano utilizzate per valutare e migliorare la performance delle campagne promozionali».
  • Il consenso al pixel può essere «ricompreso in quello, più generale, alla ricezione delle comunicazioni promozionali» (par. 6).
E-mail transazionali e messaggi automatici
«comunicazioni inviate automaticamente in relazione al verificarsi di determinati eventi (ad esempio messaggi di benvenuto, follow-up successivi a un'iscrizione) o ad una specifica azione compiuta dall'utente o, ancora, a una transazione in corso, quali ad esempio conferme di registrazione, notifiche relative ad operazioni effettuate su una piattaforma digitale, conferme d'ordine o trasmissione di credenziali temporanee etc.»
No, per i messaggi legati alla sicurezza
  • No in caso di «implementazione di misure di sicurezza che interessano il processo di autenticazione dell'utente, il suo completamento o il suo aggiornamento», ad esempio «conferma di attivazione di un account», «richiesta di modifica della password», «richiesta di esercizio dei diritti» privacy. Qui il pixel serve a verificare che il messaggio sia «effettivamente aperto su un terminale noto per appartenere all'utente interessato».
  • No per il solo conteggio statistico effettivamente anonimizzato.
  • Sì per gli altri messaggi automatici (ad esempio benvenuto, follow-up) se il tracciamento è individuale (par. 6).
E-mail di servizio
«in linea generale, messaggi il cui contenuto è funzionale a specifiche esigenze del singolo o anche della collettività, poiché caratterizzate da una funzionalità di tipo pubblicistico anche latu sensu»
No, per i messaggi obbligatori
  • No per i «messaggi istituzionali o di servizio che il titolare ha l'obbligo giuridico di inoltrare […] e rispetto ai quali rilevi l'effettiva presa di conoscenza del destinatario».
  • Esempi citati: indicazioni per prevenire «phishing o frodi», «comunicazioni relative a modifiche contrattuali», termini di servizio, informative privacy, «notifiche relative a incidenti di sicurezza», «campagne istituzionali informative», «reminder su scadenze e adempimenti contrattuali o contributivi».
  • No per il solo conteggio statistico effettivamente anonimizzato.
  • Sì per le altre comunicazioni di servizio se il tracciamento è individuale (par. 6).

Regola generale (par. 6). «In tutti i restanti casi nei quali non sia invece possibile avvalersi di una delle ipotesi di deroga previste all'art. 122 del Codice diverse dal consenso […], il titolare che intenda utilizzare i pixel di tracciamento nelle e-mail avrà l'obbligo della preventiva acquisizione del consenso dei destinatari.»

Statistiche anonime in forma aggregata. Il par. 5 esenta dal consenso il pixel usato solo per un «conteggio di tipo statistico che misuri la percentuale globale di apertura dei messaggi», a condizione che le informazioni siano anonimizzate «in modo da non consentire misurazioni personalizzate». A questo scopo il Garante suggerisce un pixel uguale per tutti i destinatari della campagna e l'anonimizzazione di IP, client e altri dati tecnici. La deroga dipende dall'uso del pixel, non dalla tipologia di messaggio: vale quindi per tutte e quattro le tipologie.

Tipologia Uso delle statistiche anonime aggregate
Newsletter Ammesse senza consenso per tutti gli iscritti, anche per chi non ha acconsentito al tracciamento individuale. Servono a misurare l'andamento complessivo delle aperture e la consegna dei messaggi.
DEM Ammesse senza consenso anche per i destinatari che non hanno acconsentito al tracciamento o lo hanno revocato. Non permettono di valutare il singolo destinatario, adattare la frequenza degli invii o profilare: per questi usi serve il consenso.
Transazionali e automatici Ammesse senza consenso per verificare la consegna complessiva dei flussi e contrastare lo spam. Il riscontro sul singolo destinatario richiede invece la deroga per sicurezza e autenticazione.
Servizio Ammesse senza consenso per misurare il tasso complessivo di apertura delle comunicazioni. Il riscontro della presa di conoscenza del singolo destinatario richiede invece la deroga per comunicazioni obbligatorie.

In MailUp. La disponibilità tecnica va verificata. Oggi MailUp offre statistiche aggregate solo per i destinatari che revocano il tracciamento dal Centro preferenze. In quel caso il pixel resta personale, MailUp scarta il dato individuale e la rimozione automatica dell'IP è indicata come “in sviluppo”. Disattivando il tracciamento sulla lista non si ottengono nemmeno statistiche aggregate. Una modalità di lista che produca solo statistiche aggregate anonime non risulta documentata (Allegato B, domanda 5). Finché MailUp non la conferma, le liste o i destinatari senza consenso restano senza pixel.

Consenso nel marketing. Il Garante ammette che il consenso al pixel sia «ricompreso in quello, più generale, alla ricezione delle comunicazioni promozionali», purché la richiesta sia formulata in modo neutro. Non è un automatismo, e non basta che il pixel sia citato nell'informativa: conta l'ambito della scelta effettivamente espressa dall'interessato. Va quindi verificato il testo con cui il consenso è stato raccolto. Chi riceve DEM in regime di soft spam (art. 130, comma 4, Codice) non ha prestato un consenso e non può essere tracciato individualmente senza un consenso specifico.

Revoca. Il destinatario deve poter scegliere, con un link nel footer, se smettere del tutto di ricevere le comunicazioni oppure continuare a riceverle senza tracciamento individuale.

Contatti già iscritti. Il regime transitorio riguarda i trattamenti già in corso con un valido presupposto giuridico, ad esempio DEM già inviate con pixel a contatti con consenso marketing. Per questi non serve un nuovo consenso: entro il 29 ottobre 2026 bisogna aggiornare l'informativa e mettere a disposizione la revoca, anche solo del tracciamento. Il regime transitorio non vale per:

  • i nuovi iscritti e i nuovi trattamenti, per cui il consenso va raccolto con la nuova informativa;
  • i contatti presenti in archivio per altri motivi (ad esempio solo per comunicazioni contrattuali), che non possono essere inseriti nelle liste Newsletter o DEM con tracciamento;
  • i contatti per cui manca evidenza della liceità degli invii, che non vanno usati finché la situazione non è chiarita.

Configurazione comune a tutte le liste

3.1 Proprietà della lista

Percorso: Configurazioni › Impostazioni lista › Proprietà › Generali

  1. In Nome lista indicare la tipologia, ad esempio “Newsletter”, “DEM”, “Transazionali”, “Servizio”. Le liste dedicate ai flussi in deroga lo indicano nel nome, ad esempio “Transazionali – Sicurezza”.
  2. In Ragione sociale indicare l'organizzazione titolare dell'invio.
  3. In Tipologia invii scegliere “Newsletter informative” per la Newsletter, “Pubblicità / Dem” per la DEM, “Transazionali” per le liste Transazionali e Servizio. Questa impostazione serve solo a confrontare le statistiche con quelle del settore: non cambia il tracciamento.

[Figura 1 – Proprietà generali della lista e Tipologia invii]

3.2 Attivare o disattivare il tracciamento sulla lista

Percorso: Configurazioni › Impostazioni lista › Proprietà › Generali › Avanzate › Tracciamento email, opzione “Abilita il tracciamento delle aperture”.

Secondo MailUp, se l'opzione è disattivata il pixel non viene inserito nei messaggi e non sono disponibili statistiche di apertura, nemmeno aggregate. Restano le statistiche di consegna.

Attenzione ai clic. L'opzione riguarda le aperture. Non è dimostrato che disattivi anche il tracciamento dei clic sui link, che MailUp registra per singolo destinatario. Il manuale MailUp (Proprietà generali) contiene inoltre una frase ambigua secondo cui aperture e link verrebbero tracciati anche con la funzione disabilitata. Finché il collaudo (Allegato A) e la risposta di MailUp (Allegato B) non lo chiariscono, “tracciamento spento” va inteso come “pixel di apertura spento”.

3.3 Informativa e link di disiscrizione

L'informativa sul tracciamento va resa prima di avviarlo: nel modulo di iscrizione o raccolta del consenso, o con una comunicazione dedicata per i contatti già iscritti. In tutte le liste il footer contiene inoltre il link all'informativa privacy del mittente, aggiornata con le informazioni sul tracciamento.

Nelle liste Newsletter e DEM il link Disiscriviti è sempre presente. Per Transazionali e Servizio la sua presenza va verificata. MailUp raccomanda di inserirlo sempre per evitare segnalazioni di abuso. I messaggi inviati con SMTP+ hanno invece una gestione automatica delle disiscrizioni. D'altra parte, una disiscrizione non deve impedire l'invio di comunicazioni dovute. Il punto va chiarito con MailUp (Allegato B) e con il DPO o il referente privacy prima della messa in produzione.

Lista 1 - Newsletter

Cosa si invia: aggiornamenti, contenuti informativi, comunicazioni aziendali, materiali editoriali. Se la newsletter promuove prodotti o servizi è una DEM e va inviata dalla lista 2.

Tracciamento: il tracciamento individuale richiede il consenso. Senza consenso il Garante ammette solo statistiche anonimizzate in modo da «non consentire misurazioni personalizzate». A tal fine suggerisce un pixel uguale per tutti i destinatari della campagna e l'anonimizzazione di IP e client. Con le impostazioni predefinite MailUp registra invece le aperture del singolo destinatario, come mostra il test.

[Figura 2 – Newsletter con impostazioni predefinite: aperture registrate per singolo destinatario]

Si applica una delle configurazioni seguenti:

Situazione degli iscritti Configurazione
Tutti hanno prestato il consenso al tracciamento all'iscrizione, con una richiesta che lo comprendeva Tracciamento attivo. Configurare il Centro preferenze e inserire i link Disiscriviti e Revoca tracciamento come per la DEM (paragrafi 5.3, 5.4 e 5.5).
Nessuno ha prestato il consenso al tracciamento Tracciamento disattivato sulla lista (paragrafo 3.2). Inserire comunque il link Disiscriviti.
Iscritti in situazioni diverse Disattivare il tracciamento sulla lista (soluzione più semplice), oppure dividere gli iscritti in due liste Newsletter, con e senza tracciamento.

Come scelta organizzativa, i messaggi automatici legati alla newsletter (benvenuto, follow-up dopo l'iscrizione) seguono le regole di questa lista. Non si tratta di una classificazione imposta dal Garante, che li cita tra i messaggi automatici.

Lista 2 - DEM (Direct Email Marketing)

5.1 Chi può essere inserito e chi può essere tracciato

Nella lista DEM si inseriscono solo contatti con una base valida per ricevere comunicazioni promozionali. La prima è il consenso marketing (art. 130, commi 1 e 2, Codice). La seconda è il soft spam (art. 130, comma 4), che richiede tutte queste condizioni: l'indirizzo è stato fornito dal cliente nel contesto della vendita di un prodotto o servizio; la comunicazione promuove prodotti o servizi propri e analoghi a quelli venduti; il cliente è stato adeguatamente informato e può opporsi in modo agevole e gratuito, sia al momento della raccolta sia in ogni comunicazione. Non va dato per scontato che tutti i prodotti del mittente siano analoghi tra loro: la verifica spetta a una procedura interna. Il soft spam, di per sé, non autorizza il pixel. Il tracciamento individuale è ammesso solo per chi ha prestato un consenso che comprende il tracciamento e non l'ha revocato. Se nella stessa lista ci sono contatti in soft spam o con un consenso che non copre il tracciamento, il tracciamento va disattivato sulla lista oppure questi contatti vanno in una lista DEM separata, senza tracciamento.

Trattamenti preesistenti. Il mittente deve scegliere e documentare una delle due strade. La prima è applicare il regime transitorio (paragrafo 2) ai trattamenti già in corso con un valido presupposto giuridico: elenca i flussi ammessi, aggiorna l'informativa e attiva la revoca entro il 29 ottobre 2026. La seconda è adottare una regola interna più restrittiva, che richiede comunque un consenso documentato al tracciamento. La valutazione dei trattamenti preesistenti non va confusa con quella dei nuovi iscritti, per i quali vale sempre il regime ordinario.

Come scelta organizzativa, i messaggi automatici legati alla DEM (benvenuto, follow-up) seguono le regole di questa lista.

5.2 Le due scelte del destinatario e cosa fa MailUp

In ogni DEM il destinatario deve trovare due scelte distinte:

  • Disiscriviti: smette di ricevere le DEM.
  • Revoca tracciamento: continua a ricevere le DEM senza tracciamento individuale.

Cosa succede dopo la revoca, distinguendo le fonti (verifica del 06/10/2026, da confermare sulla console in uso):

Fonte Contenuto
Dichiarato da MailUp Il pixel resta nel messaggio. Il dato individuale di apertura viene scartato e l'evento resta nei conteggi aggregati. Le statistiche di quel destinatario non sono più visibili a livello individuale. MailUp indica come “in sviluppo” la rimozione automatica dell'IP, lo storico delle preferenze e le nuove colonne di export.
Osservato nel test Nel report del messaggio successivo il destinatario che ha revocato risulta con 0 aperture (Figura 7).
Da confermare da MailUp Trattamento di clic, IP, client e identificativi nelle richieste; anonimizzazione nei log tecnici e negli altri archivi; tempi di conservazione (Allegato B).

La revoca riguarda i trattamenti basati sul consenso (Newsletter e DEM). Non si estende automaticamente ai flussi delle liste Transazionali e Servizio in deroga: il mittente può comunque decidere di disattivare anche quelli per il destinatario che lo chiede. La scelta vale per singola lista. Se un cliente chiede di non essere tracciato in nessuna comunicazione basata sul consenso, l'operatore disattiva il tracciamento in ciascuna di quelle liste dalla scheda del destinatario (etichetta Opzioni).

5.3 Cosa fare dopo la revoca

Le liste Newsletter e DEM con tracciamento attivo partono da iscritti che hanno tutti prestato il consenso al tracciamento. Quando un destinatario revoca, il mittente deve applicare una delle due procedure seguenti, scelta in anticipo e descritta nelle proprie istruzioni interne:

Procedura Come funziona
A. Preferenza individuale Il destinatario resta nella lista. MailUp registra la revoca dal Centro preferenze e scarta il dato individuale. È utilizzabile solo dopo che MailUp ha chiarito per iscritto il trattamento residuo (Allegato B, domande 1–3) e il collaudo lo ha confermato (Allegato A).
B. Trasferimento Il destinatario viene spostato in una lista equivalente senza pixel, conservando iscrizione e stato della revoca. Va evitato che risulti iscritto a entrambe le liste e che un'importazione o una sincronizzazione lo riporti nella lista con tracciamento.

Finché il trattamento residuo della procedura A non è chiarito, la procedura B è quella più prudente.

5.4 Configurare il Centro preferenze

Percorso: Database building › Centro preferenze

  1. In Proponi l'iscrizione a una o più liste aggiungere con “Aggiungi/Rimuovi liste” la lista DEM (e la Newsletter, se ha il tracciamento attivo). Con l'icona matita assegnare a ciascuna un nome e una descrizione comprensibili per il cliente.
  2. Nella stessa finestra le opzioni frequenza di ricezione e periodo di pausa possono restare disattivate.
  3. Nella sezione Consenti l'interruzione del tracciamento statistico selezionare le stesse liste in “Permetti la sospensione del tracciamento delle attività del destinatario per le liste”.
  4. Premere Salva.

[Figura 3 – Impostazioni della lista nel Centro preferenze]

[Figura 4 – Abilitazione dell'interruzione del tracciamento statistico per la lista]

5.5 Inserire i link nel messaggio

Nel footer di ogni DEM inserire i link con i “link speciali” di MailUp, senza incollare indirizzi a mano:

Testo del link Come inserirlo
Disiscriviti Link speciale di disiscrizione. Editor BEE: selezionare il testo o il bottone › Link speciali. Editor HTML: Strumenti email › Link disiscrizione.
Revoca tracciamento Link speciale “Link centro preferenze”. Editor BEE: Link speciali › Usato di frequente › Link centro preferenze. Editor HTML: Strumenti email › Link disiscrizione › Centro gestione profilo.
Informativa privacy Link normale alla pagina dell'informativa del mittente.

[Figura 5 – DEM con i link “Revoca tracking” e “Disiscriviti”]

Cliccando su “Revoca tracking” il destinatario apre il Centro preferenze. Qui trova la propria iscrizione e la casella “Tracciamento dati statistici”: togliendo la spunta e salvando revoca il tracciamento e resta iscritto.

[Figura 6 – Il Centro preferenze visto dal destinatario]

5.6 Esito del test

Dopo la revoca, il destinatario che aveva revocato il tracciamento risulta con 0 aperture nel report del messaggio successivo. Il destinatario che si era disiscritto non compare più tra i destinatari.

[Figura 7 – Report dopo la revoca: il destinatario che ha revocato risulta con 0 aperture]

Il risultato è utile ma parziale: mostra solo cosa compare nel report. Inoltre Outlook blocca le immagini per impostazione predefinita, quindi il resoconto della prova deve precisare che durante la prova le immagini sono state scaricate. Altrimenti lo zero può dipendere dal client. Prima di mettere in produzione la lista va eseguito il collaudo dell'Allegato A.

Lista 3 - Email transazionali e messaggi automatici

Cosa si invia: tutti i messaggi transazionali pertinenti: conferme di registrazione, attivazione di servizi, notifiche di operazioni, conferme d'ordine, credenziali temporanee, cambio password, risposte a richieste privacy. Nessun contenuto promozionale.

Tracciamento: spento sulla lista. A parte le statistiche effettivamente anonimizzate, il Garante ammette il tracciamento individuale di questi messaggi senza consenso solo quando è collegato a misure di sicurezza che interessano il processo di autenticazione, ad esempio per verificare che il messaggio sia «effettivamente aperto su un terminale noto per appartenere all'utente interessato». La registrazione standard delle aperture di MailUp non dimostra, da sola, che sia stata implementata una misura di questo tipo.

  1. Usare la lista Transazionali per tutti i messaggi transazionali, con il tracciamento delle aperture disattivato (paragrafo 3.2).
  2. Se un flusso di sicurezza o autenticazione richiede davvero il pixel, compilare la scheda dell'Allegato C e farla approvare dal DPO o dal referente privacy.
  3. Solo dopo l'approvazione, creare per quel flusso una lista dedicata (ad esempio “Transazionali – Sicurezza”) con il tracciamento attivo e la configurazione autorizzata, e inviare da lì solo i messaggi di quel flusso.
  4. Inserire nel footer il link all'informativa privacy e verificare la presenza del link di disiscrizione (paragrafo 3.3).

Invii con SMTP+. Se i messaggi transazionali partono da applicazioni tramite SMTP+ (Configurazioni › Impostazioni lista › SMTP+), MailUp produce statistiche dettagliate per singolo destinatario. Le impostazioni di tracciamento di questo canale vanno verificate con il collaudo (Allegato A) e con MailUp (Allegato B).

Lista 4 - Email di servizio

Cosa si invia: comunicazioni che il mittente è tenuto a inviare: modifiche contrattuali, comunicazioni periodiche, termini di servizio, informative privacy, indicazioni contro phishing e frodi, notifiche di incidenti di sicurezza, campagne istituzionali informative, promemoria di scadenze e adempimenti contrattuali. L'elenco è indicativo: che una comunicazione sia davvero dovuta (ad esempio un avviso su phishing o un promemoria di scadenza) va verificato per il singolo flusso, come nella scheda dell'Allegato C.

Tracciamento: spento sulla lista. A parte le statistiche effettivamente anonimizzate, il Garante ammette il tracciamento individuale senza consenso per i messaggi che il titolare ha «l'obbligo giuridico di inoltrare» e «rispetto ai quali rilevi l'effettiva presa di conoscenza del destinatario». Il semplice interesse del mittente a sapere se il messaggio è arrivato non basta.

  1. Usare la lista Servizio per tutte le comunicazioni dovute, con il tracciamento delle aperture disattivato (paragrafo 3.2).
  2. Se per un flusso rileva davvero la presa di conoscenza, compilare la scheda dell'Allegato C e farla approvare dal DPO o dal referente privacy.
  3. Solo dopo l'approvazione, creare per quel flusso una lista dedicata (ad esempio “Servizio – Riscontro”) con il tracciamento attivo, e inviare da lì solo le comunicazioni di quel flusso.
  4. Inserire nel footer il link all'informativa privacy e verificare la presenza del link di disiscrizione (paragrafo 3.3).

Contenuti misti. Se a una comunicazione dovuta si vuole affiancare un'offerta, si fanno due invii separati. La parte dovuta parte dalla lista Servizio verso tutti i destinatari. L'offerta parte dalla lista DEM, solo verso chi ha una base valida per riceverla.

Il riscontro dato dal pixel è un indizio di apertura, non una prova di lettura. Non sostituisce le modalità di comunicazione previste dalla normativa di settore quando serve la prova della ricezione.

SMS e RCS

Le Linee guida del Garante riguardano la posta elettronica. Anche i link tracciati inviati con sistemi di messaggistica, però, registrano il comportamento del singolo destinatario. Secondo l'EDPB (Linee guida 2/2023) rientrano nell'art. 5, par. 3, della direttiva ePrivacy, recepito dall'art. 122 del Codice. La semplificazione del consenso unico prevista per i pixel nelle email non si estende quindi automaticamente a SMS e RCS: ogni uso va valutato con il DPO o il referente privacy.

SMS. Nella creazione di un SMS con link brevi, l'opzione “TRACCIA CLIC UNICI” è attiva per impostazione predefinita e traccia i clic per singolo destinatario. Disattivandola, i clic vengono contati solo a livello di campagna. Questo è necessario, ma non dimostra da solo che tutti i dati tecnici siano anonimizzati.

RCS. Le funzioni documentate per gli SMS non risultano documentate anche per gli RCS. Non va dato per scontato che esistano gli stessi controlli.

Fino alla verifica tecnica (Allegati A e B):

  • SMS e RCS senza consenso specifico al tracciamento: usare link privi di identificativi individuali e di tracciamento comportamentale, cioè l'indirizzo della pagina in chiaro, senza abbreviazione o redirect di MailUp. Negli SMS disattivare anche “TRACCIA CLIC UNICI”.
  • SMS e RCS promozionali: tracciamento per destinatario solo con un consenso che lo copra, da valutare con il DPO o il referente privacy. Nel messaggio va sempre indicato come disiscriversi.

Checklist prima di ogni invio

Controllo Newsletter DEM Transazionali Servizio
Il messaggio è inviato dalla lista della sua tipologia ? ? ? ?
Il messaggio non ha contenuti promozionali (se misto: due invii separati) ? – ? ?
I destinatari hanno una base valida per ricevere il messaggio Consenso all'iscrizione Consenso, oppure soft spam con requisiti verificati (5.1) Base verificata per il flusso: contratto / misure precontrattuali oppure obbligo legale Base verificata per il flusso: obbligo legale oppure contratto
Pixel di apertura Con consenso al tracciamento o regime transitorio documentato; revoche: proc. 5.3 Con consenso che copre il tracciamento o regime transitorio documentato; revoche: proc. 5.3 Spento; attivo solo su lista dedicata approvata (All. C) Spento; attivo solo su lista dedicata approvata (All. C)
Informativa resa prima del tracciamento e link nel footer ? ? ? ?
Link Disiscriviti ? ? Da verificare Da verificare
Link Revoca tracciamento (Centro preferenze) Se tracciata ? – –
Prova con il gruppo test, con immagini scaricate ? ? ? ?

Allegato A - Collaudo tecnico

Da eseguire con il gruppo test prima di mettere in produzione ciascuna lista, conservando gli esiti (screenshot, HTML ricevuto, report).

Cosa verificare Come
Presenza del pixel Aprire il sorgente HTML del messaggio ricevuto e verificare che l'immagine di tracciamento ci sia o non ci sia, secondo la configurazione della lista.
Clic Verificare se i link sono riscritti con un redirect MailUp, se contengono identificativi del destinatario e se i clic compaiono nel report per singolo destinatario.
Parametri esterni Verificare se ai link vengono aggiunti parametri per strumenti di analisi (UTM, codice di tracciamento personalizzato).
Stati del destinatario Ripetere la prova con tre destinatari: tracciamento consentito, revocato, mai autorizzato. Controllare aperture e clic prima e dopo il cambio di preferenza.
Più liste Verificare l'effetto della revoca su un destinatario presente in più liste.
Tipi di invio Ripetere su nuove campagne, su messaggi già ricevuti prima della revoca, sulle automazioni e sui messaggi inviati con SMTP+.
SMS e RCS Verificare la forma dei link ricevuti e il contenuto dei report con “TRACCIA CLIC UNICI” attivo e disattivo; verificare se per gli RCS esistono controlli equivalenti.
Evidenze Confrontare stato della preferenza nella scheda destinatario, HTML ricevuto e risultati nei report. Annotare se le immagini sono state scaricate.

Allegato C - Scheda di approvazione di un flusso con tracciamento in deroga

Da compilare per ogni flusso delle liste Transazionali o Servizio per cui si vuole attivare il tracciamento senza consenso. La scheda è approvata dal DPO o dal referente privacy e conservata dal mittente, ad esempio insieme al registro delle attività di trattamento.

Voce Da indicare
Flusso Nome del flusso, lista dedicata, esempi di messaggi.
Finalità specifica Perché serve il tracciamento per questo flusso.
Deroga applicata Sicurezza e autenticazione oppure obbligo giuridico con rilevanza della presa di conoscenza (par. 5 delle Linee guida), con la norma o l'obbligo di riferimento.
Necessità Perché il risultato non si ottiene senza tracciamento individuale e cosa si fa con il dato (ad esempio un nuovo invio a chi non ha aperto).
Dati raccolti Aperture, clic, IP, client, dispositivo: quali e a che livello (individuale o aggregato).
Conservazione Durata e modalità di cancellazione.
Configurazione autorizzata Impostazioni MailUp della lista dedicata, esiti del collaudo (Allegato A).
Approvazione Data, nome e firma del DPO o del referente privacy.

 


Data pubblicazione: 09-10-2026
Data revisione: 09-10-2026

Dott. Roberto Pagano

Privacy Officer e Consulente della Privacy

Fondatore di WRP Srl, IusPrivacy.eu e co-founder cercolavoro.com, Data Protection Officer certificato esperto in legal tech in materia di protezione dei dati e IA.