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La NIS2 dedica particolare attenzione alla sicurezza della catena di approvvigionamento. Tra gli ambiti minimi delle misure di gestione del rischio, l'art. 24 del Decreto NIS include espressamente la sicurezza della supply chain, compresi gli aspetti relativi ai rapporti tra ciascun soggetto e i suoi fornitori diretti o fornitori di servizi. Il legislatore riconosce che la sicurezza di un'organizzazione dipende anche da quella dei soggetti con cui essa intrattiene rapporti.
Ne derivano due conseguenze speculari. Da un lato, il soggetto NIS deve valutare e presidiare il rischio derivante dai propri fornitori, tenendo conto delle vulnerabilità specifiche di ciascuno e della qualità delle loro pratiche di sicurezza; a tal fine considera anche i risultati delle valutazioni coordinate dei rischi delle catene di approvvigionamento critiche svolte a livello europeo. Dall'altro, i fornitori — anche PMI non direttamente soggette alla NIS2 — si vedono richiedere requisiti di sicurezza sempre più stringenti dai propri clienti, e devono essere in grado di dimostrare un adeguato livello di conformità per non perdere opportunità commerciali.
Il problema, per il management, è contrattuale e organizzativo: occorre mappare i fornitori rilevanti, definire requisiti di sicurezza, tradurli in clausole e SLA, e monitorarne nel tempo il rispetto. È un lavoro che tocca acquisti, legale e IT, e che richiede un impianto coerente per non trasformarsi in un adempimento formale privo di effettività.
IusPrivacy struttura la gestione della sicurezza della supply chain sia per i soggetti NIS sia per i fornitori che devono dimostrare la propria affidabilità:
La tua sicurezza dipende anche dai tuoi fornitori — o sei tu il fornitore di un soggetto NIS? In entrambi i casi ti aiutiamo a mettere in ordine la catena di approvvigionamento.
D. Sono una PMI non soggetta alla NIS2, ma i miei clienti mi chiedono requisiti di sicurezza: perché?
R. Perché i soggetti NIS devono presidiare la sicurezza della propria catena di approvvigionamento e traslano parte dei requisiti sui fornitori. Dimostrare un adeguato livello di sicurezza diventa un fattore competitivo: iusprivacy ti aiuta a predisporre la documentazione necessaria.
D. Devo applicare gli stessi requisiti a tutti i fornitori?
R. No. I requisiti vanno proporzionati alla criticità del fornitore: chi accede a sistemi o dati sensibili, o eroga servizi essenziali, richiede presidi più stringenti. La classificazione dei fornitori è il primo passo.
D. Cosa deve prevedere una clausola di sicurezza verso i fornitori?
R. Tipicamente: obblighi di sicurezza proporzionati, diritti di audit, obblighi di notifica degli incidenti lungo la catena, gestione delle vulnerabilità e requisiti a valle sui subfornitori. iusprivacy predispone clausole e SLA su misura.
D. Come monitoro il rispetto dei requisiti nel tempo?
R. Attraverso un processo di due diligence iniziale e di monitoraggio periodico (questionari, evidenze, audit). L'obiettivo è che il presidio della supply chain sia effettivo e non solo documentale.